La sfida per il formatore: essere maestro e modello
Non è facile rispondere alla domanda implicita nel titolo: “Che cosa fa essere un bravo docente in medicina?” Non è facile per vari motivi: una prima sfida è collegata al contesto in cui oggi il docente si trova a svolgere il suo compito di formatore.Cosa suscita oggi nell’immaginario sociale la medicina?
La comunicazione della diagnosi: un modo per sviluppare la collaborazione
L’atteggiamento e l’approccio del medico sono cruciali per un’efficace comunicazione della diagnosi e per far sì che essa sia terapeutica e dìa inizio a un cambiamento. Un atteggiamento di apertura verso il paziente e la sua famiglia agevola in maniera marcata l’accesso del medico all’atmosfera emozionale.
Comunicare con pazienti terminali:
la mia esperienza. Sono uruguaiano, lavoro in Paraguay come oncologo clinico e palliativista in un hospice. Il 55% dei nostri pazienti soffre di cancro e il 35% è affetto da AIDS. Il resto dei pazienti soffre di patologie varie in fase terminale. Oggi parliamo di “comunicazione della diagnosi” e sappiamo che, soprattutto nella fase terminale, è necessario non perdere di vista i bisogni psicologici e spirituali della persona. Il maggior problema per queste persone è quello della perdita: perdita dell’autonomia, della capacità di decidere, della produttività, del ruolo in famiglia e nella società, del futuro con i suoi progetti, del proprio corpo, della solitudine.
Il rapporto medico-studente/tirocinante-paziente
nella pratica clinica quotidiana. Le relazioni tra medico e paziente sono complesse e dipendono, tra l’altro, dalla personalità sia del medico che del paziente. Nel privato dello studio del medico di famiglia, una visita medica si incentra su un paziente che il medico conosce bene da tempo, per cui non occorrono lunghe interviste ogni volta,
Un’esperienza in un ospedale di malati cronici a Tilburg
In Olanda la rete sanitaria sul territorio è molto ben organizzata.Esistono ospedali per acuti, nei quali operano tutte le categorie di specialisti, e dove tutto è predisposto per consulenze ambulatoriali e degenze brevi. Esistono poi ospedali a lunga degenza per malati cronici, dove si offrono cure riabilitative con recupero parziale o totale: qui vengono ricoverati pazienti che necessitano di cure complesse o pazienti psicogeriatrici. Spesso in questi ospedali c’è anche un reparto di cure palliative per i malati terminali.
L’epidemiologia al centro delle relazioni interdisciplinari e interpersonali
Epidemiologia e interdisciplinarità. La storia della medicina mostra che le preoccupazioni interdisciplinari sono all’origine della riflessione medica grazie all’introduzione delle scienze sociali.
L’esperienza di “IRIS”
Ritengo che l’aspetto della comunicazione e della relazione tra medico e paziente sia uno dei più importanti nella professione medica, anche per chi, come me, passa gran parte del tempo in sala operatoria. L’esperienza che intendo qui brevemente presentare,
Le componenti della professionalità
nella società che cambia. La medicina, sfrondata da ogni orpello, è un rapporto a due: un rapporto tra chi ha bisogno di aiuto e chi, per competenza e attitudine, è pronto a dare questo aiuto.Tale rapporto ha vissuto nel tempo una serie di modifiche:
Olanda - Esperienze di un Oculista
al Sint Antonius Ziekenhuis Nieuwegein. Più del 30% dei nostri pazienti sono stranieri, per cui la comunicazione comprende sia l’aspetto linguistico sia quello culturale. Sono consapevole del fatto che anche loro sono pazienti che devo curare, e li tratto allo stesso modo dei connazionali.
La terapia del dolore cronico:
“Painmedicine” Sono specializzata in anestesia con altre specializzazioni in terapia del dolore, agopuntura e medicina palliativa. Lavoro con 5 colleghi in uno studio medico specializzato (in Germania il sistema sanitario ha due branche: gli ospedali e gli studi medici/ambulatori).
Reciprocità:
implicazioni nell’agire medico. Abbiamo riflettuto sull’importanza della comunicazione e dell’arte del relazionarsi in medicina. Il mio compito è ora quello di parlare del significato e del valore della reciprocità.È infatti nostra convinzione che sapere comunicare ed entrare in relazione con l’altro, sia esso collega, operatore sanitario, paziente o famigliare, richiede un passo ulteriore:
L’evoluzione
dell’ospedale e i nuovi impegni da prendere. Il mondo ospedaliero europeo ha subito nel corso dei secoli una vera metamorfosi.A partire dall’«Hospitalis Domus», la casa dove si ricevono gli ospiti, dei primi secoli della nostra era, l’ospedale è stato il luogo per eccellenza dove, durante i secoli, si esercitava la carità cristiana.
Un nuovo modello culturale
per la cura di HIV/AIDS. Un progetto in Africa, basato sulle linee guida dell’UNAIDS. L’HIV/AIDS è un importante problema di salute pubblica nell’Africa subsahariana, dove vive il 63% degli adulti e bambini infettati da HIV o malati di AIDS del mondo. Nella Repubblica democratica del Congo (RDC), 2,5 milioni di persone sono infettate da HIV o sono affette da AIDS.
Un percorso di reciprocità:
dalla Clinica Sorriso (Igarassu, Brasile)all’Ambulatorio per il bambino adottato e immigrato (Ospedale Meyer - Firenze)La Clinica Sorriso, un ambulatorio con annesso laboratorio clinico, è stata costruita nel 1993 nel comune di Igarassu nel nord-est del Brasile, grazie ad un’azione di solidarietà promossa al mio rientro in Italia
Formazione e Università
Devo innanzitutto premettere che, sin dalla mia prima decisione di affrontare la carriera medica, decisione sofferta perché inscritta in una tradizionale familiare alla quale volevo con determinazione sottrarmi, ho considerato la mia attività, professionale prima e dopo scientifica, funzionale a un percorso di servizio alla società, alla comunità dei lavoratori e al cittadino. Dunque ho sempre evitato il riferimento a considerazioni che ritengo viete e scontate come quelle della “missione” e dell’abnegazione al malato.
Il paziente, testimone di amore
Forse è limitativo riferire un episodio particolare, in quanto la interrelazione è sempre determinante per la formazione professionale, per cui sarebbe sminuire un po’ questa potenzialità, che è sempre in divenire, notarne uno come particolarmente significativo. Tuttavia, sforzandomi di ricercare più nel bagaglio del cuore che in quello delle memoria e della ragione, mi viene in mente Maria V., anche perché evento legato agli albori della mia professione, e si sa che la memoria è presbite, come (ahimè) i miei occhi, ormai.
Organizzazione, base per l'umanizzazione
La mia esperienza fa riferimento in particolare agli anni in cui, nell’Ospedale “C. Forlanini” di Roma, sono stato dirigente del Servizio accettazione-astanteria-pronto soccorso pneumologico, dal 1977 al maggio 1984 e Primario della VI Divisione pneumologica (1984-1989), quindi della XIII Divisione pneumologica dal settembre 1989 sino al pensionamento, avvenuto nel 1996. E va inserita in un contesto preciso: la trasformazione della “sanità” in seguito all’applicazione della Legge Mariotti che istitutiva il Servizio Sanitario Nazionale.
Medicina e Tecnologia
La medicina oggi è “malata” perché si trova di fronte ad un nuovo pericoloso potere: il potere tecnico-scientifico. Stiamo assistendo infatti ad un’evoluzione della medicina che da arte puramente osservativa e descrittiva è divenuta scienza tecnologica, che fonda il suo sapere e i suoi progressi su nuove indagini diagnostiche, sulla biotecnologia, sull’uso dell’informatica, con l’obiettivo di raggiungere traguardi impensabili come l’eliminazione delle malattie e della vecchiaia.
La scienza del cuore
Ero di turno quella notte.Verso le 23, passando accanto alla stanza di Sergio, paziente terminale per neoplasia polmonare, ero tentato di filar via dritto, “tanto non posso far nulla!”, mi dicevo. Ma fu più forte di me ed entrai: solo ma tranquillo, mi guardò e gli chiesi: «Allora, come va?», ruotò il palmo delle mani, allargò un po’ le braccia e sorrise... di cuore, quasi come per ringraziarmi per quel piccolo gesto inatteso.
La formazione del chirurgo
Tra umanesimo e tecnologia. Nel mio lavoro sono stato sempre particolarmente attratto dal reparto e dalla sala operatoria. Come un tempo la “bottega”, era il luogo dove gli allievi guardavano lavorare i Maestri e imparavano i segreti del mestiere, così il reparto e la sala operatoria sono la “bottega” del chirurgo: è lì che si impara quello che non si trova sui libri.
Il mio rapporto con il malato
Mi piacerebbe scrivere che ho sognato fin da bambino di fare il medico. In realtà sono diventato medico per caso.Ricordo ancora il giorno in cui mi recai a salutare la signora Angelina Freda Padrone, preside del liceo di Larino, dopo aver superato gli esami di maturità, e la signora mi chiese quale fosse la mia scelta per il futuro. Non avevo una scelta. Legge, ingegneria, medicina forse…
Il rapporto medico-paziente nell'era della specializzazione
La metodologia della conoscenza in medicina, al giorno d’oggi, si avvale della sempre più spinta e ardita analisi dei fenomeni patologici, e in particolare della sempre più efficiente loro analisi biologica. Si assiste perciò ad un approccio di tipo riduttivo, si suddivide sempre di più l’analisi biologica per meglio descriverla.
Umanità e malattia
Le competenze comunicativo-relazionali del medico e, più in generale, dell’operatore sanitario, stanno assumendo oggi giorno un’importanza rilevante tanto per ascoltare l’altro (persona malata o familiare), comprendendone esigenze e paure, quanto per imparare ad ascoltare se stessi e le proprie emozioni.Le sole conoscenze tecnico-scientifiche, infatti, non sono più sufficienti da sole ad attuare programmi di promozione della salute pubblica né a definire le basi della professionalità medica.
Dolore e natura
John Zachary Young, uno degli studiosi del cervello più geniali che abbia incontrato, diceva che non ci stupiamo, e possiamo anche dirci d’accordo, se qualcuno ci dice che i muscoli e la macchina a vapore fanno lo stesso lavoro, ma resteremmo davvero molto perplessi se qualcuno dicesse che sia il computer che il cervello pensano.
Il dolore innocente
Quasi quotidianamente mi trovo in situazioni in cui ogni logica umana è destinata a saltare per far posto agli interrogativi del mistero. Di fronte a bambini con difetti congeniti gravi, concepiti già ammalati e che si tenta i tutti i modi di non far nascere, intuisco spesso, e non so spiegare a parole, che questo incontro non è fortuito ma carico di significati. I bambini concepiti già ammalati mi si presentano come un grande dono per l’umanità e un occasione unica offerta agli uomini per diventare e dimostrarsi tali. Il dono di questi martiri inermi e innocenti consiste nel farci avvicinare alla vita con ottiche che esulano dal senso comune, ma che allargano gli orizzonti dello spirito.
Rapporto medico-paziente: aiuta a guarire?
Non sono un esperto di comunicazione, né tantomeno di psicologia. Sono medico da 32 anni, con la precisa ed immediata scelta della chirurgia, e dell’università. Ma nella mia esperienza ci sono anche circa 13 anni di medicina di base e 10 anni di guardia medica; quelli risalenti agli inizi della mia professione, quando era necessario mantenersi in qualche modo: allora gli specializzandi non erano retribuiti in alcun modo, anzi…l’ambiente universitario era prodigo di promesse e prospettive, ma estremamente avaro in realizzazioni e risorse economiche.
Appuntamento in Brasile
La spiritualità e la salute nella visione integrale dell'essere umano.
Quali valori nella pratica quotidiana?
Brasile - 10 Settembre 2011
Dinamiche sociali e fraternità
Nella letteratura sociologica contemporanea si parla molto dell’individualismo, non più come valorizzazione del singolo con la sua dignità ma nella deviazione egocentrica, come chiusura egoistica sino all’intolleranza. Di conseguenza la solitudine emerge come patologia (la solitudine del cittadino globale di Bauman) che chiede, anche senza parlare, aiuto e cura
Lettera di un paziente
al personale assistenziale dell' Ospedale dove è stato ricoverato, nell'ultimo periodo della sua vita
Egregi Signori,
ho avuto occasione di essere ospite della Vostra struttura per una neoplasia polmonare in stato avanzato.
Da venticinque anni la mia professione (lavoro per una società che commercializza prodotti per laboratorio di analisi) mi ha costantemente portato a contatto con la sanità italiana, sperimentandone giorno dopo giorno il lento e costante declino sotto molteplici aspetti.Inefficienza, degrado, opportunismo, qualunquismo, superficialità, arroganza, arrivismo sono solo alcuni degli aggettivi che mi sento di utilizzare per descrivere quanto ho vissuto in questi anni ogni qualvolta ho messo piede in un laboratorio pubblico o ho avuto a che fare con l’amministrazione ospedaliera.
Peculiarità e unicità della comunicazione della diagnosi in pediatria
Nei casi descritti nella letteratura emerge che è impossibile utilizzare una metodologia univoca. La nostra esperienza ci porta a sottolineare che curare l’ascolto e l’accoglienza della famiglia nelle diverse situazioni (diagnosi di malattia più o meno grave) aiuta a trovare l’approccio migliore su come comunicare
La simbiosi materno-fetale
Sono trascorsi cinquant’anni da quando ho iniziato la mia vita ostetrica, che era, allora, per lo più rivolta all’assistenza al parto. Poi, i ginecologi della mia generazione sono stati testimoni e hanno imparato, e in qualche modo contribuito a svelare, una gran quantità di misteri della vita prenatale, quella vita che riguarda tutti noi. E oggi sappiamo – grazie alle tecnologie avanzate – come il bambino, il feto, l’embrione sin dalle prime fasi del suo sviluppo intrauterino, e addirittura ancora prima, durante il suo percorso, il suo viaggio nella salpinge materna, produce un’infinità di sostanze che permettono un dialogo fittissimo tra lui o lei e l’organismo della madre.
L’inter-relazione tra operatori in medicina:

presupposti, metodi, effetti. Negli ultimi due decenni sono stati prodotte nuove e fondamentali scoperte scientifiche nel campo delle scienze biomediche e della tecnologia applicate alla medicina. Ciò ha comportato nei paesi sviluppati un’enorme trasformazione nei concetti di salute e malattia,
Management ospedaliero tra efficienza e umanizzazione:
l’esperienza dell’ospedale Ikazia di Rotterdam (Olanda). Lavoro a Rotterdam in un ospedale protestante. L’organizzazione ospedaliera dà molta importanza alla sua identità cristiana, che si esprime in una cura premurosa
Équipe multiprofessionale e qualità dell’assistenza in ospedale
Il lavoro in équipe multiprofessionale è una modalità di lavoro collettivo, caratterizzato dall’interazione di vari interventi tecnici delle diverse figure professionali attraverso la comunicazione verbale e scritta.
Interdisciplinarietà in geriatria:
un’ipotesi formativa. L’aspetto nuovo che oggi caratterizza il morire è il fatto che per l’aumento delle malattie croniche e degenerative e grazie agli enormi progressi della Medicina che permettono di rallentare i processi patologici,
La relazionalità nella docenza universitaria
Da dieci anni insegno farmacologia e altre discipline alla Pontificia Università Cattolica di Porto Alegre, in cui studiano circa 30.000 studenti. Anche nel mio lavoro cerco di portare un nuovo modo di rapportarsi basato sulla fraternità.
La relazionalità come parte della formazione
alla professionalità medica durante il corso di laurea. La visione della professione medica come “arte” da insegnare porta alla trasmissione dell’esperienza e non soltanto delle nozioni tecniche, che non possono bastare ad affrontare il rapporto con il malato in tutta la sua complessità.
Cos’è per me la professionalità?
Come la esercito? Fin dall’inizio della mia professione di medico è stato molto chiaro per me che il paziente doveva occupare un posto centrale in essa. Esercitandola, poi, ho capito che questo atteggiamento si doveva tradurre in scelte concrete, alle volte piccole, ma sostanziali.
Professionalità
nella medicina. Dalla prospettiva di un medico generico. “Un buonissimo fegato”. Ricordo l’emozione di fare il giro-visite in reparto, quando ero una giovane studentessa, accompagnati da un medico che voleva farci sentire una “buona milza” o ascoltare un “interessante soffio cardiaco”. Come tutti i miei colleghi, nei nostri impeccabili camici, ero molto emozionata.
Esperienza IOTA
(Gruppo internazionale per la valutazione ecografica del tumore dell’ovaio). La diagnosi preoperatoria delle masse ovariche è essenziale per fornire un appropriato trattamento clinico. L’introduzione dell’ecografia transvaginale ha dato l’opportunità di ottenere parametri diagnostici preoperatori con una straordinaria
Bukas Palad: medicina di comunità
a Manila. Bukas Palad Foundation è una ONG senza scopo di lucro (no-profit), fondata nel 1983 per rispondere alle necessità sociali e sanitarie delle fasce più povere della popolazione delle Filippine.La scintilla ispiratrice è stata la visita della fondatrice del Movimento dei Focolari nelle Filippine, nel 1982. Sgomentata dalla povertà di alcune aree della metropoli, Chiara Lubich ha stimolato
Management del cancro della cervice:
sviluppo di un modello di partnership secondo l’approccio etnografico tra Paesi a diverso standard assistenziale (Italia-Cameroun)
Il carcinoma cervicale è globalmente il secondo più comune cancro femminile, ma nei Paesi in via di Sviluppo (PVS) presenta la maggiore incidenza e mortalità. Le cause sono dovute a povertà, stile di vita, disiformazione della popolazione sui fattori di rischio, deficit di funzionali servizi medici di referenza, limitato accesso a centri sanitari
Relazione e guarigione
Tutti i contatti che abbiamo ogni giorno con la gran parte dei pazienti, soprattutto quelli che soffrono di malattie gravi (grave inteso non solo dal punto di vista della prognosi per la vita, ma anche di una malattia cronica invalidante o che provoca sofferenza), possono risultare fondamentali nella formazione professionale di un medico. Il rapporto con questi pazienti spesso si realizza su di un piano psicologico molto delicato perché il malato vede nel medico la persona che può aiutarlo e in lui ripone fiducia e aspettative per il proprio futuro.
Educarsi alla relazione
Devo premettere che in pediatria ci troviamo di fronte ad un interlocutore indiretto e cioè al genitore che parla e comunica con il medico al posto del bambino. Questo è vero soprattutto nelle prime fasi della vita in cui la relazione con il bambino passa principalmente dalla mamma. Ricordo, a questo proposito, un colloquio, appena uscito dall’ospedale, durante il quale ho provato una sensazione di frustrazione. Una mamma e una nonna mi hanno espresso le loro difficoltà nell’alimentare un bimbo di circa un anno.
Accompagnamento alla morte
e accettazione della vita. Le malattie che seguiamo, le leucemie acute, hanno oggi una prognosi piuttosto buona: circa l’80% dei bambini, se adeguatamente trattati, “guarisce”.Il 20% però nonostante tutto oggi non ce la fa e in un periodo più o meno lungo (non superiore ad alcuni mesi) muore. Non è vero che ci si abitua a questa realtà: ogni bambino, se lo accompagni durante il suo cammino di malattia, ha bisogno di te, ma anche tu di lui e vicendevolmente ognuno impara dall’altro. È bella l’immagine dei vasi comunicanti: se dai devi essere però capace e volonteroso anche di ricevere. Solo così non ti svuoti e tieni lontano il burn-out!I bambini sono i migliori maestri di vita! Veronica, 13 anni, affetta da tumore, poco prima di morire mi ha dato questa poesia:
I fondamenti del volontariato ospedaliero
In vicinanza del momento in cui è necessario dire: «Ora tocca voi proseguire», vorrei consegnare i fondamenti dell’esperienza, della tradizione e della cultura sia dell’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) che della AFCV (Associazione Fondatori di una nuova Cultura per il Volontariato).È naturale che questo momento sia giunto per diverse ragioni: l’anagrafe che aggrava di giorno in giorno il divario fra ciò che dovrebbe essere fatto e ciò che in concreto si fa,
Essere medico, essere dono
Come medico, mi sono chiesto quale fosse il “cuore” di questa mia scelta e, avendo avuto una scuola personale di esempi tutti dediti al servizio, mi sono reso conto del “dono” che posso essere per gli altri.Il dono è quello di fare qualcosa di vero, di sentirsi utile, di essere mezzo per lenire la sofferenza, di dare sollievo a chi vive la “condizione” del dolore fisico, psicologico, in definitiva di mettere a disposizione degli altri i migliori anni e...
Pazienti, osservatori e testimoni
Di fratellanza. Il nostro mondo, così teso in modo cieco e sfrenato al profitto e allo sfruttamento degli uomini da parte di altri uomini, ha diffusamente e progressivamente eroso l’affermazione di Chiara Lubich, ovvero il concetto e il sentimento del dono, dell’amore, soprattutto per quanto riguarda i bambini, che sono gli individui ai quali ho fino ad oggi dedicato tutta la mia vita professionale, e non solo.
Una testimonianza di comunione medico-paziente
Come primario patologo dell’Ospedale dei bambini di Milano ho istituito, con atto formale, nel 1960, il “Centro di eubiotica umana”, per realizzare, nell’ambito della nostra medicina tecnologica, una medicina detta naturale, quindi rispettosa delle leggi naturali, considerando l’uomo un ecosistema, fatto di corpo, psiche e spirito. Ipotizzando, di conseguenza, una patologia e una cura ai 3 livelli.
Il significato di relazionalità in Medicina Omeopatica:
Il ruolo e la prospettiva del medico. Una donna racconta: «Cos’è la malattia? Io sono considerata una persona malata, anzi, malatissima perché affetta da una malattia inguaribile: la policitemia vera. Questo, almeno, è quello che pensa la medicina ufficiale, la stessa che mi ha considerata sana quando invece sentivo di stare male.
Santità sconosciute
Mi ero specializzato da poco in psichiatria e venni chiamato per una consulenza in un monastero di clausura. Dopo aver visto il da farsi, decisi di seguire più da vicino alcune situazioni che mi avevano presentato e cominciai a frequentare con una certa regolarità la comunità.Un giorno conobbi una strana monaca che viveva per conto suo in un bilocale del monastero stesso. Mi si presentò con un gran sorriso, ma non mi sfuggì qualcosa di “stonato” nei suoi modi e nel suo sguardo.
Il contatto con il paziente,
formazione continua all'interrelazione. Ho ricevuto questo invito a scrivere un breve elaborato per gli atti del congresso “Comunicazione e relazionalità in medicina: nuove prospettive per l’agire medico”.Devo riconoscere che la richiesta mi ha lasciato alquanto perplesso.
Relazione medico-paziente: trattamento di prima scelta?
Gli effetti pratici della comunicazione in Medicina
Chiedersi se la relazione ha un ruolo nel conseguimento degli scopi della medicina presuppone in via preliminare la definizione di tali scopi: che cosa ci proponiamo noi tutti, ciascuno nel suo ruolo, come medici?Una risposta in termini comuni può essere: aiutare le persone a vivere di più e meglio. In altre parole, potremmo dire: ridurre il numero dei decessi prematuri e migliorare la qualità di vita.Per la loro stessa natura, questi obiettivi lasciano spazio ad un continuo miglioramento. Possiamo chiederci in quale misura oggi la medicina riesca a perseguirli.
Tra scienza e amore
1° Congresso nazionale
sulla disabilità intellettiva: tra scienza e amore
La sfida del carisma Guanelliano
Roma 2011
6 ottobre CAMPIDOGLIO Sala Protomoteca
7 ottobre REGIONE LAZIO Sala Mechelli
8 ottobre OPERA DON GUANELLA Sala del Chiodo
Plausibilità scientifica della fraternità
Nello scenario attuale della medicina predomina il rapido sviluppo della tecnologia, l’affermarsi di una medicina basata sull’evidenza, che pone l’attenzione su prove di efficacia, su trial clinici randomizzati condotti su grandi casistiche di pazienti, sul contenimento dei costi.È pensabile che vi sia posto per la dimensione della fraternità?Si potrebbero ipotizzare evidenze scientifiche per questa categoria applicata alla medicina?Forse la risposta dipende dalla chiave di lettura o meglio dal focus d’interesse rispetto agli innumerevoli studi che vengono continuamente pubblicati.
La fraternità in medicina: un dover essere del medico musulmano
L’esercizio della medicina non consiste soltanto nella messa in pratica dei soli saperi scientifici del solo sapere scientifico, ma nello stesso tempo di un saper essere e di un dover essere che trae le sue fondamenta fondamento dai valori culturali e religiosi propri e universali. Nell’Islam non c’è separazione tra la sfera religiosa e il sapere.Quella che chiamiamo nella sua espressione concisa la medicina araba o ancora la medicina nata dalla medicina del profeta non rende conto della diversità dei suoi rappresentanti. Infatti i medici erano provenienti provenivano da varie religioni, erano musulmani ma anche cristiani, ebrei, zoroastriani. Parlavano lingue diverse, berbero, turco, siriaco, persiano, hindi...





