ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

Trenta ragazzi “occupano” il convento di Villa Specchia

Trenta ragazzi “occupano” il convento di Villa Specchia

di Maria Silvestrini

pubblicato su Il Corriere del giorno del 15/07/2010

100707_Ostuni02Una scuola estiva per capire che l'economia non è 'altro' rispetto alla vita di tutti i giorni, per capire che in fasi di accelerata transizione come il presente, le scienze fisico matematiche non possono spiegare tutto l'agire economico, anzi sono limitative di una complessità che si esprime attraverso le azioni concrete degli uomini. Una scuola estiva per rispondere alle domande giuste che vengono dai giovani che vogliono costruire un futuro a misura di persone. Questa è stata la Summer school di economia civile che si è svolta dal 7 all'11 luglio a Villa Specchia, monastero delle Oblate benedettine di Ostuni.

Fare una sintesi del lavoro svolto, e dei risultati ottenuti è praticamente impossibile, ma bastano i volti, gli sguardi sorridenti, l'atmosfera allegra che si respira nel momento di pausa fra due lezioni per comprendere che la difficile proposta del Centro di Cultura Lazzati ha ottenuto un risultato strepitoso in termini di presenze, attenzione, scambio, crescita personale e di gruppo.

"I giovani che hanno vissuto questa esperienza hanno sorpreso in primo luogo noi organizzatori - dice Vincenzo Mercinelli, coordinatore del Centro e della Summer school.- Intanto per il loro profilo eccellente, dal background scolastico (master, dottorati) ed anche lavorativo per alcuni, alla varietà della provenienza. Ci sono laureati in giurisprudenza, in sociologia, in economia, chi è archeologo, chi biologo, chi ha studiato scienze delle comunicazioni, una varietà segno che l'economia civile non è un affare per economisti ma è la vita e quindi interessa un pò tutti come costruire una società fondata sul ben-essere. Questa varietà non ha impedito che si amalgamassero subito tra loro creando un clima molto molto caldo e attento. Nonostante ritmi molto sostenuti, tutti sono stati molto interessati e si sono lasciati coinvolgere dai docenti". Abbiamo provato a verificare i risultati parlando con qualcuno.

Alessandra è archeologa, da tre anni lavora come libero professionista, ma perché un'archeologa si occupa di economia? "Perchè in questo 100707_Ostuni03momento storico l'idea del posto fisso è totalmente superata, ma lavorare da soli spesso non è vincente. La concorrenza può diventare una guerra fra poveri con la partita IVA. Così è nata l'idea di una cooperativa; dallo scavo archeologico alla didattica, all'accoglienza per fare della cultura archeologica un tassello dello sviluppo del territorio. Avevo bisogno di capire come fare impresa attraverso un management attento, come gestire una cooperativa con i miei amici in maniera non gerarchica ma interagendo. Come è possibile all'interno di una organizzazione aziendale partire da un approccio più etico, più corretto perchè più attento alle persone che vi lavorano e a quelle che a noi si rivolgono. Devo dire che questo corso mi ha dato le risposte che cercavo".

Silvia è laureata in biologia, gli argomenti della Summer school hanno stimolato la sua curiosità insieme al desiderio di poter creare nel futuro qualcosa di totalmente diverso dal panorama che conosce. Le chiedo che tipo di esperienza è stata questa full immersion nell'Economia civile. "Una vacanza sicuramente no. E' stata una scuola originale perchè insegnamento ed apprendimento sono stati un fatto orizzontale, un dialogo aperto con i docenti e con quello che era la loro competenza e la loro esperienza. Abbiamo approfondito molti temi, non solo economici, come la prosocialità, la gratuità, la ecosostenibilità, lo sviluppo sostenibile. Temi di cui spesso si sente parlare in maniera assai superficiale".

Ilaria ha 28 anni, laureata, lavora nella cooperazione internazionale. "Ho già una esperienza che tocca questi argomenti, - mi dice - qui ho avuto la possibilità di attuare un approfondimento teorico e di comprendere come lavorare meglio per raggiungere determinati obiettivi. Nel mio lavoro si privilegia la persona rispetto al denaro, ma è anche necessario sapere in che modo bisogna organizzare l'impresa perché sia funzionale ed economicamente indipendente".

"Studio economia - dice Luca, laureando in Economia e commercio - e ho imparato un nuovo modo di leggere i parametri dell'economia attraverso concezioni che non pensavo ne facessero parte. L'inserimento di questioni come la fratellanza, la solidarietà, costituisce un approccio che mette in primo piano il concetto di persona a tutto tondo e non solo problemi inerenti le scelte o il modo di rapportarsi ad alcuni elementi quali il lavoro, il mercato, la produzione. Sono molto soddisfatto di questa esperienza".

Samantha studia sociologia e ci dà una chiave di lettura del corso molto più ambiziosa. "Non era una esperienza per addetti ai lavori, abbiamo parlato di una cultura nuova che nasce da uno stile di vita. Credo di aver capito che non si può esportare tout court il concetto di economia civile se dietro non vi è uno stile di vita. Creare una nuova economia che superi l'attuale situazione di crisi è una cosa che dobbiamo fare tutti insieme non necessariamente chi ha un'azienda, non necessariamente chi lavora in banca, ma anche chi consuma, anche chi vuole cambiare il rapporto con le cose, si tratta di una cultura nuova. Difficile scardinare i vecchi modi di pensare il rapporto con il denaro ma se riusciamo a spiegare che la relazione positiva con gli altri migliora la vita anche economicamente il più è fatto".

Tutti soddisfatti, anche i professori e da questa esperienza nasce il bisogno di interrogarsi ulteriormente, non ci si può fermare qui.

Image

ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

Libri, Saggi & Media

Lingua: ITALIANO

Filtro Categorie

© 2008 - 2022 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - edc@marcoriccardi.it