Edc decolla da Santa Cruz de la Sierra

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In un crescendo di intensità e profondità si è concluso il congresso internazionale ispano-americano di Edc

Edc “decolla” da Santa Cruz de la Sierra

dal nostro corrispondente Lucas Cerviño

Sabato 17 luglio il congresso Edc Bolivia 2010 entra nel “vivo”: dopo il primo pomeriggio di presentazione di Edc alla città infatti, le due 100717_SantaCruz_11successive giornate di congresso sono riservate a persone con un legame diretto ad Economia di Comunione. La giornata comincia con la presentazione da parte di Luigino Bruni del video della relazione di Chiara Lubich al congresso internazionale di Economia di Comunione del 2004 nel quale Chiara descrive le finalità di Edc e la cultura del dare.

Segue un fitto scambio di esperienze da parte di vari imprenditori: alcuni progetti di microcredito in Bolivia (Jorge e Reina  Gutierrez di La Guardia, Jhenny Arancibia di La Paz), Paco Toro, Spagna; Monica e Pablo Zalazar, Margarita Moreno, Argentina, Rafael Gonzales, Ecuador. Oltre a raccontare con che spirito viene vissuta Edc, questi imprenditori, presentano, dati alla mano, il conto economico delle proprie aziende, con fatturato e utili, allo scopo di poter fare un bilancio dello sviluppo delle imprese. Comune denominatore di queste esperienze, “l’emozione” con la quale vengono condivise, riflesso della profondità delle stesse, dell’impegno e del percorso fatto, attraverso le difficoltà più diverse.    

 

100717_SantaCruz_09Nel pomeriggio i partecipanti lavorano per gruppi: due gruppi di imprenditori approfondiscono la Carta di identità di EdC, un terzo gruppo raccoglie gli studiosi ed un quarto, composto da giovani, a partire da domande scaturite dalle sollecitazioni ricevute, approfondisce vari aspetti con Luigino Bruni: come trovare un equilibrio tra le necessitá della famiglia dell’ imprenditore e quelle dell’azienda? Che cosa differenzia la povertà evangelica dalla miseria? Come non restare “chiusi” nel nostro ambito visto che Edc è per il mondo? Luigino Bruni conclude sottolineando l’importanza che ha per tutti, ma per i giovani in particolare, il trovare il proprio “diamon”, la specifica vocazione alla quale ciascuno è chiamato, per non accontentarsi delle “briciole”, e “puntare in alto”.

 

Molto proficuo anche il dialogo che scaturisce intorno all’Identità di Edc. Si riflette ad esempio, sullo specifico delle aziende Edc : qualcuno diceva che forse potrebbe essere la propensione a “dare non solo quello che avanza, ma anche quello che ci costa, ma che vediamo necessario per gli altri”; sul rapporto dell’imprenditore con i poveri, “da povero a povero”; sulla centralità della persona nel progetto Edc; sul come applicare Edc nelle grandi aziende.

Domenica 18 luglio, ultimo giorno di congresso, la mattina si apre ancora con la condivisione di esperienze di Viki Herrera di Arequipa  (Perù)100717_SantaCruz_10 che produce biscotti artigianali, di Galo Pozo (Quito-Ecuador) con la sua  azienda di consulenza per grandi imprese, di Maria Luisa Altamirano (Messico) ed infine di Carmen Amarillo (Argentina), che ha condiviso le sue attuali difficoltà: “la comunione costruita in questi giorni di congresso” – ci diceva Carmen- “mi ha fatto riscoprire il “filo d’oro” del mio percorso di imprenditrice, ormai lungo 15 anni.”

A fine mattinata Luigino Bruni prende la parola, sottolineando come tutte le riflessioni che ha portato avanti in questi anni siano il frutto di esperienze concrete vissute: tre le sfide che lui vede oggi per Edc: anzitutto mettere in pratica nelle aziende gli strumenti della spiritualità collettiva di Chiara Lubich, come Lei propose nel suo messaggio del 2007; quindi non accontentarsi di formare “uomini nuovi”, ma impegnarsi per costruire “strutture nuove”: è importantissimo che nei prossimi 10 anni si realizzino “aziende nuove” dove sia evidente un nuovo modo di fare azienda. Infine Luigino incoraggia tutti a vedere le “ferite” che si verificano inevitabilmente nel portare avanti EdC, come “benedizioni” che ci aiutino a vivere nella incertezza, accettando il limite e la vulnerabilità: è proprio in queste condizioni che Dio agisce.

100717_SantaCruz_12Nel pomeriggio la Commissione Edc della Bolivia presenta il  bilancio economico del congresso con un “utile” di 400 dollari. Quindi i gruppi di lavoro del giorno precedente si ritrovano per cercare insieme proposte concrete e costruire un percorso verso il congresso internazionale del 20° di EdC a maggio 2011 in Brasile. Questo nella consapevolezza che, pur alla luce dei bei frutti di Edc in questi 19 anni, si può fare di più e crescere in responsabilità e coscienza. Ecco alcune delle proposte concrete che emergono dai gruppi: applicare gli strumenti della spiritualità collettiva di Chiara Lubich a Edc, senza preoccuparsi se possiamo essere maturi per farlo; realizzare una Summerschool per Giovani di tutta l’ispano-america; rendere il web più attraente per i giovani organizzare incontri locali, nei vari paesi, in preparazione di Brasile 2011; organizzare due incontri “virtuali”, tramite video conferenze, per tutta l’ispano-america.

In conclusione Ramon Cervino e Atsuro Nishisawa, ringraziano tutti, specialmente coloro che hanno partecipato da altre nazioni: la loro presenza ha fatto si che questo incontro fosse  davvero internazionale e ispano-americano.

Infine Luigino Bruni facendo una sintesi dei frutti di questi intensi tre giorni, e cercando di individuare il cammino che ora da qui può partire, anche in vista di Brasile 2011, individua una serie di punti:

1- EdC, nata 19 anni fa all’interno del Movimento dei Focolari, adesso sempre più deve uscire fuoriper offrirsi all’ umanità come una alternativa alla crisi mondiale;
2- E’ il momento di realizzare scuole di formazione a EdC. Scuole per imprenditori, per lavoratori, e sopratutto una scuola specifica per i giovani, che sono fondamentali al progetto: se non abbiamo giovani  interessati e formati a Edc, nel tempo l’esperienza è destinata a fallire. Da qui l’importanza di realizzare una Summer School per giovani in America Latina, per formare giovani imprenditori, da qui a maggio 2011. 
3- La Commissione Edc della Bolivia ha lavorato bene ed oggi  ha una esperienza molto preziosa: questa esperienza ora va messa in comune, al servizio di tutta l’ispano-america. 
4- EdC è in un momento di “decollo”, e come un aeroplano che decolla o lascia la terra o precipita, così anche Edc deve “cominciare a volare”. Oggi EdC in Argentina, in Bolivia e in tutto l’ispano-america deve prendere il volo e  manifestarsi alla Chiesa e la società; dobbiamo pensare in grande e operare un “cambio di scala”, non tanto come quantità ma come “qualità”. O Edc decolla o, come ha detto Chiara Lubich, perdiamo l’appuntamento con la storia. Il tempo è poco e questo appuntamento non lo possiamo perdere.
5- Allora come fare? Non possiamo lasciarci vincere dalla stanchezza: ce lo dimostra la vita che si moltiplica ogni giorno. Se vogliamo che EdC decolli dobbiamo vivere la vita con questa missione e non darci pace fino a che questo non si realizzi. Ci stancheremo, ma la vita sarà senz'altro più divertente.