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Le relazioni di coppia attraversano diverse fasi di sviluppo, ciascuna con nuove sfide da affrontare.

In questi passaggi critici, c’è chi cerca di resistere alle novità, chi resta bloccato in attesa che sia l’altro a cambiare e chi si sforza di trovare un nuovo equilibrio.

Ciascuno di noi infatti costruisce delle aspettative su come dovrebbe essere una buona relazione di coppia. La nostra mente, dopo aver costruito questi scenari ideali li confronta con la realtà. Il problema è che essi spesso sono irrealistici, intrisi di una perfezione che nulla ha a che vedere con la vita reale. Più ci immedesimiamo in questi pensieri, più tenderemo a vedere ogni evento, ogni parola, ogni silenzio dell’altro/a come una conferma del fatto che la coppia non funziona.

Riuscire a distanziarsi, almeno in parte, da questi pensieri, che spesso si presentano in modo automatico, è dunque un dono importante che ciascun partner può fare all’altro/a e alla relazione stessa. Senza la zavorra delle aspettative tradite la crisi può divenire, infatti, un’opportunità di crescita personale e di coppia. Come? Non vi sono regole generali, ogni esperienza è unica, tuttavia alcuni passi iniziali possono aiutare a spezzare il circolo vizioso che tiene bloccata la coppia:

Riconoscere che è un momento difficile per entrambi. Mettersi a nudo con le proprie fragilità, e creare un contesto accogliente perché l’altro/a possa fare lo stesso. Vuol dire accettare il rischio di aprirsi con onestà e fiducia, vuol dire abbassare lo scudo e guardarsi finalmente negli occhi.

Ricordare che ciascuno dei due ha un proprio individuale percorso di crescita e di evoluzione che non necessariamente segue le stesse tappe e gli stessi tempi di quello dell’altro/a. Le difficoltà personali, ad esempio quelle di tipo lavorativo, possono rendere una persona pensierosa, distaccata, e rendere difficile il dialogo e l’intimità.

Fare il primo passo. Se ci aspettiamo, o peggio, se pretendiamo che sia l’altro/a a cambiare per affrontare la crisi rischiamo di rimanere in una situazione di stallo. Possiamo invece sorprenderlo/a con un gesto che non fa parte delle nostre abitudini. Non occorrono gesti eclatanti, ma semplici, come un abbraccio in un momento di tensione (difficilissimo!), un biglietto nascosto sotto la tazza della colazione. È come un sassolino che, gettato nell’acqua, produce tante piccole onde, che si propagano sulla superficie.

Custodire spazi di intimità. Questo aspetto diventa molto difficile soprattutto quando ci sono i figli. L’intimità per una coppia è importante sia a livello corporeo che a livello emotivo ed affettivo. Quando questi aspetti si intrecciano tra loro, l’intimità diventa un nutrimento prezioso sia per la vita di coppia che per il benessere individuale. Un piccolo suggerimento che spesso do alle coppie per favorire la condivisione emotiva è quello di ritagliarsi anche pochi minuti, la sera, per raccontarsi il momento più difficile della giornata e quello più denso di significato.

Sono passi, in apparenza piccoli, ma che richiedono una grande dose di energia e di coraggio. Si tratta di togliere il pilota automatico, di fermarsi, di entrare nella prospettiva dell’altro/a, di usare la creatività. E tutto questo, nelle nostre vite frenetiche e piene di stimoli, non è facile. Ma è una sfida appassionante, nella quale stabilità e cambiamento, crescita individuale e di coppia si intrecciano, in un percorso con salite, zone paludose e panorami mozzafiato.

 

FONTE: CITTÀ NUOVA

Health Dialogue Culture

Vuole contribuire all'elaborazione di una antropologia medica che si ispira ai principi contenuti nella spiritualità dell'unità, che anima il Movimento dei Focolari e alle esperienze realizzate in vari Paesi in questo campo.


 

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