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«La malattia mi ha fatto cambiare...»

La malattia mi ha fatto cambiarela visione del mondo. Nikola Kopilovic vive a Belgrado, in Serbia. A 18 anni, all’inizio del 4° anno delle superiori, gli viene annunciata una grave malattia. «Amate chi vi passa accanto e siate sempre riconoscenti di tutto quello che avete» è la sua consegna agli amici, in una lettera scritta pochi mesi dopo. Una sera, al cinema con la sorella, avverte dolore a un dente. Non poteva immaginare che fosse il primo sintomo di qualcosa di grave.Nei giorni successivi si gonfia la guancia sinistra e non riesce quasi ad aprire la bocca. «Mi faceva molto male, però anziché andare dal dentista, cerco di guarire da solo mettendomi impacchi e creme. Niente mi aiuta ed è sempre peggio.

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La storia di Estelle, a Man, Costa d’Avorio

MAN001 pEstelle K., sociologa con indirizzo sanitario, ha deciso di mettersi a disposizione di Fraternità con l’Africa. Dal progetto ha ricevuto una borsa di studio e adesso ridona tempo, dedizione ed esperienza professionale.

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Sierra Leone: accanto ai malati di Ebola

Sierra Leone: accanto ai malati di EbolaI Focolari impegnati a sostenere le popolazioni colpite dall’epidemia. A colloquio con Stefano Comazzi dell’Azione Mondo Unito e con P. Carlo Di Sopra, religioso in prima linea in Sierra Leone. La grave epidemia dell’Ebola si è diffusa in particolare in Guinea Conakry, Liberia e Sierra Leone, con gravi perdite tra la popolazione locale, come ampiamente diffuso dai mezzi di comunicazione. L’AMU, ong legata al Movimento dei Focolari, è impegnata nella lotta al virus in vari modi. Chiediamo a Stefano Comazzi, uno dei responsabili, di parlarcene.

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Anche da ammalati si può amare

Anche da ammalati si può amareGuardare alle necessità di chi ci sta accanto può aiutarci a superare la paura e l’angoscia e ad uscire da noi stessi. Una storia dalla Spagna.«L’anno scorso sono stata di nuovo in trattamento oncologico per un cancro: la seconda volta è andata addirittura peggio della prima. È stato duro accettare di nuovo la malattia dopo quasi cinque anni.Le otto sessioni di chemioterapia sono durate sei mesi, poi c’è stato un periodo di riposo necessario per poter continuare con le 25 sessioni di radioterapia in un ospedale che dista circa 30 km da casa mia.

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L’utilizzo del Dna nella criminologia

L’utilizzo del Dna nella criminologiaIl presunto assassino della giovanissima Yara Gambirasio è stato scoperto grazie a degli esami genetici che ne hanno reso univoca l'identificazione. Come è accaduto? Il parere del medico.

Il Dna, molecola nota per la sua caratteristica struttura a doppia elica, è presente in copia identica in tutte le cellule di ogni essere vivente ed ha la capacità di immagazzinare le informazioni necessarie alla sintesi delle proteine che compongono il suo intero organismo.

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Disabilità: il valore

Disabilità: il valore dell’esistenzadell’esistenza. Ada e Marco Espa, originari della Sardegna, raccontano la propria esperienza con la figlia disabile. La scoperta, pur nelle difficoltà affrontate, del valore e della dignità della vita.

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Quando il dialogo diventa accoglienza

Quando il dialogo diventa accoglienzaTestimonianza di un volontario di un centro di sostegno ai tossicodipendenti, di convinzioni non religiose, che trova nel dialogo maturato nell’ambito dei Focolari, uno strumento per accogliere il dolore dell’altro.Tre anni fa ho intrapreso un percorso di volontariato in una Comunità di Roma che si occupa delle dipendenze. Il Centro, nato nel 1978 come supporto e sostegno alle persone tossicodipendenti, è giunto oggi ad occuparsi di problematiche molto più ampie, non più limitate solo alla tossicodipendenza.

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Questione eutanasia, un’esperienza dall’Australia

Questione eutanasia, un’esperienza dall’AustraliaDall’assistenza volontaria ai malati terminali nasce in R. una particolare sensibilità verso chi soffre. L’esperienza così maturata lo aiuta a consigliare un’amica in una situazione estrema.

«Negli ultimi 25 anni ho avuto l’occasione di visitare tante persone ammalate, specialmente i malati terminali, nella mia comunità parrocchiale. E posso dire che ho vissuto tante forti esperienze stando accanto a loro. Un pomeriggio sul tardi, mi arriva un email da una ex-collega. È stato come un fulmine a ciel sereno. Diceva: «Immagino che nessuno ti abbia mai chiesto una cosa simile. 

 

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Il mio contributo al Congresso “Quale medicina?

Il mio contributo al Congresso “Quale medicina?Tra globalizzazione, sostenibilità e personalizzazione delle cure”.
Pensando al titolo mi vengono da dire molte cose che sono successe lungo la mia vita di medico e che, credo, siano importanti.
Da studente mi colpì che la medicina che stavo imparando puntava a risolvere i singoli problemi della salute della persona e contemporaneamente la persona veniva smembrata, lo stomaco non era in relazione con la congiuntiva, la prostata col cervello, la mammella con la cistifellea. E così via.Allora cercavo libri che parlassero dell’uomo come un tutto, un tutto che non so se avrei guarito, però che questi libri almeno mi mostrassero che siamo un’unità mente-corpo e che tutto è correlato.

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La strada fiorita: convivere con l’Alzheimer

La strada fiorita: convivere con l’AlzheimerLa testimonianza, diventata libro, di una poetessa e infermiera della Corea del Sud. Il volume ha ottenuto un premio dal Ministero coreano della Sanità e del Benessere.

«Mia madre, ottantenne, ha cominciato a fare passi nella strada fiorita:
pian piano smetteva di ragionare e vedeva le cose con il cuore.

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Medicina, la persona al centro

Medicina, la persona al centro«Sono in piedi vicino al Carrello delle Emergenze, quando vedo 2 figure slanciate, perfettamente truccate e abbigliate. Dal fondo del corridoio arriva un bambino, con una tuta dalla misura un po’ troppo grande, esitante nell’andatura, stupito nello sguardo, con un aeroplano stretto al petto.Mi chiedo chi sia la madre, perché non somiglia a nessuna delle due,che tra l’altro rispondono in coro ad ogni domanda anagrafica e sulla salute del piccolo…

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Nessun prossimo ci sfiori invano

Nessun prossimo ci sfiori invanoLa cruda realtà della morte ci riporta all’essenza della vita nell’attimo presente. La storia di Giuseppe.Qualche giorno fa una collega mi ha inviato un messaggio che diceva: «ho appena saputo in chiesa che è morto Giuseppe, il tipo che chiedeva sigarette e caffè, l’amico di Michele. Poverino…».Mi è sembrato impossibile… ma anche questa volta è stata più forte la certezza che nulla avviene a caso e che certamente aveva compiuto il suo viaggio. Giuseppe, un uomo debole, con qualche ritardo mentale, era solito venire a intrattenersi fuori al nostro ufficio, con qualcuno che usciva per fumare e con noi stessi, quando nei momenti di pausa uscivamo a prendere una boccata di aria fresca.

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Sarò Qualcuno

Sarò QualcunoSono tornata a casa ieri sera. Questa notte ho dormito in salotto, sul divano. Ho chiuso la porta a chiave, per impedire a mia nonna di entrare. Ma non è facile dormire in quella stanza, sembra di essere accampati, furtivi, a casa propria. Nonna è peggiorata. La sua malattia sta stravolgendo la quotidianità della mia famiglia. Non dorme, se la fa sotto, nasconde gli oggetti, accusa babbo e mamma di averle rubato i soldi, ogni giorno alle 14.30 scende in cucina, vestita di tutto punto e chiede a babbo di accompagnarla a casa sua.Oggi ho aiutato mamma a lavarla, costringendola, quasi con la forza, ad entrare nella doccia. È estate, fuori, il sole chiama il mare. Ed è qui che sono, a cercare un po' di pace. Ma non ci riesco. Qualcosa mi urla dentro.

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Se mio figlio mostra come si ama

Se mio figlio mostra come si amaHa commosso tutti domenica questo abbraccio di Papa Francesco a un bambino affetto da paralisi cerebrale, cercato tra la folla in piazza San Pietro. Dominic si chiama quel bambino. E ieri suo padre - che si chiama Paul Gondreau, ed è un docente di teologia statunitense - ha proposto una riflessione sull'abbraccio tra il Papa e suo figlio pubblicata sul sito Catholic Moral Theology. La proponiamo qui in una nostra traduzione dall'inglese.

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Congo. Un medico di fronte alla sfida dell’AIDS

CongoUn medico congolese racconta come affronta la sfida quotidiana della lotta contro l’AIDS, mettendo i malati al centro. Il suo contributo alla costruzione di una società migliore.
«Sono medico, specialista in malattie infettive, e sono in contatto con i pazienti sieropositivi e malati di AIDS da circa 30 anni. Sono il referente per questa patologia nell’ospedale dove lavoro a Kinshasa (Congo).

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Medici per la riconciliazione

solidarietàEsperienza di un volontario dei Focolari, che lavora come medico ginecologo in un ospedale. Il suo operato a favore delle vittime dei disordini, a qualsiasi confessione appartengano, ha suscitato una rete di solidarietà tra i medici, un seme di pace.
«Quando sono scoppiate le manifestazioni e sono avvenute le prime sparatorie, hanno portato nel nostro ospedale tante persone ferite. La situazione era caotica e la gente aveva tanta rabbia. Mi sono messo subito a disposizione e nonostante il pericolo sono andato sul posto per curare i feriti passando posti di blocco di gente armata. Dentro di me avevo la sicurezza che non sono da solo,

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India, come vivo la Regola d’Oro

India, come vivo la Regola d’OroDi fronte ai monsoni, al gelo, alla depressione o alla povertà, gesti concreti di condivisione, nella vita quotidiana raccontati da una dottoressa indù.
Mi chiamo Vijaya Bhatia, sono di religione indù e aderisco allo spirito del Movimento dei focolari dal 1988. Il contatto con Chiara Lubich mi ha aiutato a capire meglio la mia religione. Mi ha reso più generosa nel condividere pensieri, beni materiali e tutto quello che ho, ma con mia sorpresa quando do qualcosa, mi ritorna il centuplo. L’ho sperimentato molte volte.

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La salute integrale della persona

La nascita della clinica “Agape”, centro sanitario che aderisce all’Economia di Comunione divenuto punto di riferimento per la vita sociale e culturale della città
Io nella proposta dell’Economia di comunione ho intuito una potenzialità nuova, perché riguarda l’uomo nella sua integralità. Tutta l’attività economica e produttiva deve essere orientata al “dare”, un dare che coinvolge i rapporti con le persone.

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Dio è Amore anche nella malattia?

Dio è Amore anche nella malattia?La testimonianza, raccontata ai 12.000 giovani radunati al Genfest 2012 a Budapest, di un giovane cristiano egiziano. Credere all’amore di Dio anche quando il dolore bussa forte nella sua famiglia e nella sua vita.Mi chiamo Magued e sono cresciuto in una famiglia cristiana. Quando avevo tre anni, a mia mamma è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla. Questa malattia, continuando ad evolversi, l’ha resa paralizzata e non vedente. Insieme al babbo, a mio fratello e a mia sorella, ho imparato ad aiutarla. Sognavo, però, ...

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Una luce nella malattia

Una luce nella malattia«Quando circa 4 anni fa, a Fernando era stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), un brivido aveva attraversato tutta la mia persona – racconta Maria -. Ero sgomenta e piena di paura. Lui intuendo il mio stato d’animo, mi ha sussurrato: “Io sono pronto, vedrai che Dio ci darà la grazia per questo momento prezioso”. Mi sono sentita rinascere: anch’io voglio aderire al disegno d’amore che Dio ha preparato per noi. Così iniziamo quest’avventura.

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Pensami già grande

Pensami già grandeUn figlio amato, un figlio disabile che deve volare con le sue ali, per realizzarsi pienamente secondo i suoi desideri. L'esperienza di una mamma. Silvana si muove con leggerezza per casa e fa mille cose  con la laboriosità dell’ape e la delicatezza della farfalla. Èattenta a tutto e soprattutto a tutti coloro che incontra, per i quali ha sempre una parola di interessamento. Un occhio vigile all’orologio perché l’efficienza è per lei,  saper anche scandire il tempo. Ma non se ne cruccia e per questo a me sembra un pozzo di saggezza e di equilibrio tutto femminile. Sembra giovane ancora e solo quando si affianca al figliolo, allora hai la certezza che questi suoi anni siano portati proprio bene. Davide infatti è già un giovanottino della scuola media, più alto di lei, cresciuto in fretta, sembra un principe biondo. Fra una cosa e l’altra Silvana osserva limpidamente, senza pretese: «Sono contenta di Davide, ha imparato a fare da solo, sa studiare e ha capito che tutto dipende da lui e dalla sua buona volontà. Io ho fiducia nelle sue possibilità. Questa fiducia l’ho sempre avuta, anche quando molti intorno mi dicevano che non c’era da aspettarsi molto da un figlio disabile. E mi guardavano anche con un po’ di compassione». Silvana si ferma e sorride, poi continua. «E ho avuto ragione, Davide ha vinto molte battaglie, ha preso buoni voti ed è stato promosso anche quest’anno.

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La mente inquieta

La mente inquietaQuando la malattia mentale bussa improvvisa alla porta. Ero un marito poco presente a casa: il mio lavoro comportava assenze prolungate. Quando sono arrivati i figli, dopo qualche tempo mia moglie ha lasciato il lavoro. Tutto sembrava rasserenato e più gestibile, invece proprio allora cominciai a notare qualche cambiamento in lei: difficoltà di comunicazione, freddezza, peggioramento della nostra vita affettiva con un suo allontanamento da me. Finché pensai che il nostro destino fosse come quello di tante coppie che non hanno più niente da dirsi.

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Accogliere la malattia in famiglia

Accogliere la malattia in famigliaDi fronte alla malattia o si decide di guardarla in faccia sapendo cogliere i segni di un percorso che sei chiamato a fare, o la scansi e non ne vuoi sentir parlare. Marisa e Francesco hanno preferito la prima via.

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Scene dall’Africa

Scene dall’AfricaCarlo è medico in un dispensario a Man, una città di 100.000 abitanti in Costa d’Avorio, Africa Occidentale. Il dispensario fa ciò che il non lontano ospedale non può fare: accoglie a un costo simbolico tutti i tipi di malati (salvo i feriti gravi).Carlo visita 50-60 persone al giorno. Ha raggiunto, in questi anni di lavoro con la sua équipe, il traguardo dei 10.000 pazienti.

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Health Dialogue Culture

Vuole contribuire all'elaborazione di una antropologia medica che si ispira ai principi contenuti nella spiritualità dell'unità, che anima il Movimento dei Focolari e alle esperienze realizzate in vari Paesi in questo campo.


 

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